Addio allo scendere dal camion: la V-16 salva vite, ma 19 milioni di veicoli circolano senza e la multa di 200 euro è già realtà

by Marisela Presa

Facciamo un po’ di storia, tornando solo a qualche mese fa, per ricordare quell’immagine tanto familiare quanto rischiosa: quella di un conducente di camion o di un’automobile che scende dalla cabina nel cuore della notte, sotto la pioggia o con un freddo gelido, per percorrere decine di metri lungo la banchina e posizionare gli antichi triangoli riflettenti. Ogni secondo passato fuori dal veicolo era una scommessa con la vita, specialmente su strade non illuminate o in presenza di nebbia. Quella scena, che sembrava eterna e inevitabile, ha iniziato a essere superata grazie all’arrivo del segnale luminoso V-16, un piccolo dispositivo che, posizionato sul tetto dall’interno dell’abitacolo e collegato alla piattaforma digitale della DGT, protegge il conducente senza esporlo e avvisa in tempo reale i veicoli in avvicinamento. Ma, sebbene la tecnologia sia già qui, i numeri rivelano una verità scomoda: dei 32 milioni di veicoli obbligati a portarlo, solo 13 milioni hanno acquistato il dispositivo, il che significa che più della metà del parco automobilistico – circa 19 milioni – circola ancora senza questo strumento che può fare la differenza tra uno spavento e una tragedia.

La pazienza della Direzione Generale del Traffico è esaurita. Dopo un periodo di grazia terminato il 1° gennaio 2026, questa estate si pone fine alla tolleranza e partono le campagne specifiche di controllo in piena operazione partenze per le vacanze. L’avvertimento è chiaro e sostenuto dalla Federazione Nazionale delle Associazioni di Trasporto della Spagna (Fenadismer): non portare o non attivare il segnale V-16 in caso di guasto o incidente comporterà una sanzione di 200 euro. Ma la multa economica, per quanto dolorosa, non è di certo il rischio più grande. Ciò che dovrebbe davvero far scattare tutti gli allarmi è che le compagnie assicurative hanno già annunciato che disporranno di solidi argomenti legali per trasferire la responsabilità civile sul conducente che non rispetta la norma, lasciandolo senza tutela e obbligandolo a pagare di tasca propria gli indennizzi e i costi del sinistro in caso di impatto contro il suo veicolo fermo.

Il messaggio di Fenadismer è urgente e si rivolge in particolare ai trasportatori professionisti e agli autonomi, che passano più ore su strada e sono i più esposti alle conseguenze di un’omissione. Perché non si tratta solo di un obbligo burocratico: il segnale V-16 è l’unico che, grazie alla connessione con la piattaforma DGT, invia un segnale digitale ai sistemi di navigazione dei veicoli vicini, avvisandoli della presenza di un ostacolo sulla banchina. E questo avviso assume una dimensione critica a partire dal prossimo 1° ottobre, quando la riforma del Regolamento Generale di Circolazione consentirà alle motociclette di circolare sulla banchina destra in situazioni di congestione, trasformando quello spazio, finora riservato esclusivamente alle emergenze, in una corsia di circolazione attiva. Immaginate un motociclista che procede a 30 km/h lungo la banchina e si imbatte improvvisamente in un camion guasto non segnalato: il margine di reazione è nullo, e il segnale V-16 diventa allora l’unico salvavita digitale in grado di evitare quella collisione.

Tuttavia, i dati sono ostinati e riflettono una realtà che dovrebbe far vergognare tanto il settore quanto gli utenti privati. Mentre la DGT si prepara a inasprire i controlli questa estate, il mercato registra solo 13 milioni di segnali venduti contro un parco di 32 milioni di veicoli obbligati. Ciò significa che oltre 15 milioni di conducenti – professionisti e privati – viaggiano senza la protezione regolamentare, confidando nella sorte o nella vecchia abitudine dei triangoli, che non sono più validi e che, inoltre, obbligavano a scendere dall’auto in piena carreggiata. La domanda è semplice: vale davvero la pena risparmiare quei pochi euro che costa questo dispositivo per poi rischiare una multa di 200 euro, che l’assicurazione vi chieda decine di migliaia di euro di risarcimento e, peggio ancora, mettere a repentaglio la vostra vita e quella degli altri?

Fenadismer insiste su un protocollo che ogni conducente dovrebbe imprimersi a fuoco: prima di partire, controllare che il segnale sia omologato, carico e riposto in un luogo accessibile dell’abitacolo – mai nel bagagliaio; in caso di incidente, attivarlo dall’interno, posizionarlo magneticamente sul tetto senza scendere dal veicolo, e solo dopo contattare l’assicurazione o il carro attrezzi. Questo semplice gesto, che richiede meno di trenta secondi, può salvare una vita e tutelare giuridicamente il conducente contro qualsiasi rivendicazione. La tecnologia ha già risolto il problema che per decenni ha costretto i camionisti a rischiare la pelle al buio; ora non resta che i oltre 15 milioni di conducenti che non hanno ancora fatto il passo comprendano che il segnale V-16 non è una spesa, ma l’investimento più economico in termini di sicurezza stradale che possano fare.

L’estate del 2026 sarà il primo grande esame per questa norma, e la DGT non guarderà dall’altra parte. Le multe da 200 euro arriveranno, le assicurazioni saranno pronte a trasferire la responsabilità sugli infrattori e, soprattutto, il nuovo scenario con le moto che circolano sulla banchina trasforma l’assenza del segnale in un rischio inaccettabile. Non aspettate che un agente vi fermi o, peggio ancora, che un incidente vi dimostri sulla vostra pelle ciò che oggi vi stiamo raccontando. Acquistate subito il vostro segnale V-16 omologato, tenetelo carico e usatelo ogni volta che è necessario. Perché proteggere se stessi e avvisare gli altri non è solo un obbligo legale, è l’atto di responsabilità più intelligente che un conducente possa avere sulla strada. Non lasciate che la pigrizia o l’ignoranza vi costino denaro, problemi legali o, ciò che è più prezioso, la vostra stessa integrità. Il segnale è già qui, la norma è chiara e il tempo delle scuse è finito. Fatelo per voi, fatelo per i vostri cari e fatelo per tutti coloro che condividono l’asfalto.

Have any thoughts?

Share your reaction or leave a quick response — we’d love to hear what you think!

You may also like

Leave a Comment