Dopo una crescita dell’1,9% nel 2025, l’economia portoghese ha iniziato il 2026 con i motori un po’ freddi, stagnando nel primo trimestre a causa dell’impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici. Ma non spaventatevi, compagni: il paese mobilita quasi 305 miliardi di euro di PIL e le sue aziende esportatrici mantengono una fede incrollabile, prevedendo un aumento del 5,1% delle vendite all’estero proprio quest’anno. Quindi le merci portoghesi continuano e continueranno a fluire.
Parlando di flusso, la porta d’ingresso per il resto del continente è inevitabilmente l’unico confine terrestre: la Spagna. Parliamo di un volume d’affari congiunto che supera i 2,6 miliardi di euro al mese, con la Spagna che mantiene un notevole avanzo commerciale con il suo vicino. Nel 2025, la Spagna ha esportato verso il Portogallo oltre 38 miliardi di dollari, un flusso che viaggia in gran parte sulle nostre ruote. E in un passo chiave verso un mercato unico europeo più integrato, entrambi i governi hanno lanciato a marzo 2026 un Forum Strategico per la competitività per oliare ulteriormente i meccanismi dello scambio bilaterale.
Certo, sull’asfalto ci sono notizie che alleggeriranno le nostre tasche. L’anno è iniziato con l’eliminazione dei pedaggi su diverse autostrade SCUT (A22, A4, A25 e altre), una misura già consolidata. Ma la novità più fresca del 2026 è l’esenzione definitiva per i mezzi pesanti merci sulla A41 (CREP) e sui tratti della A8 e della A19, entrata in vigore dopo una lotta politica tra Governo e Parlamento. E attenzione: la legge ha effetto retroattivo – se avete circolato su quei tratti dal 1° gennaio 2026, avete diritto a richiedere il rimborso dei pedaggi pagati. L’obiettivo è chiaro: togliere il traffico pesante dal collassato centro di Porto e deviarlo sulle strade esterne a pedaggio liberato.
E cambiando argomento: quali carichi distribuiamo in Europa? Il grosso delle esportazioni portoghesi verso il Vecchio Continente rimane i manufatti, che rappresentavano quasi il 75% del totale nel 2023. Ma due settori la fanno da padroni per il 2026: le aziende prevedono un boom del 12,2% nelle vendite di macchinari e beni strumentali, e un altro dell’8,1% nei prodotti alimentari e bevande. Senza dimenticare che le calzature portoghesi esportano oltre il 90% della loro produzione, generando entrate annuali vicine a 2,1 miliardi di euro, e che il Portogallo è il maggiore produttore mondiale di sughero, con più della metà della produzione globale.
Ma attenzione alla tempesta perfetta: le esportazioni portoghesi potrebbero essere colpite dai dazi imposti dagli Stati Uniti, il che potrebbe renderle ancora più competitive all’interno del mercato europeo e aumentare la pressione sulle nostre flotte. E nel tentativo di alleviare il traffico stradale, il paese sta investendo nella ferrovia per togliere i camion dalle rotte, con progetti multimilionari come la modernizzazione dell’accesso ferroviario al porto di Setúbal per rimuovere 2.900 treni annuali di traffico pesante su strada. Infatti, la Volkswagen Navarra ha già iniziato a inviare treni portaveicoli a Setúbal – un segnale del cambiamento di tendenza.
Quindi ora lo sapete: se pensate di portare la vostra motrice in Portogallo nel 2026, tenete negli specchietti la crescita delle esportazioni di macchinari, alimenti e calzature. Verificate i vostri percorsi per sfruttare i nuovi tratti a pedaggio liberato e non dimenticate di richiedere il rimborso di quanto pagato in più da gennaio sulla A41, A8 e A19. E attenzione alla nuova regolamentazione che chiarisce che l’esenzione si applica a tutte le classi 3 e 4 del sistema di pedaggio, non ai furgoni. Il commercio con il Portogallo ha sostanza ed è un mercato vitale per tutti. Continuate a rotolare!
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