Le strade greche diventano ogni anno un vero calvario per gli autotrasportatori, e la tempesta perfetta che sconvolge il settore del trasporto merci su strada non dà segni di tregua. Alla già fragile sostenibilità economica del settore, segnalata dalla Federazione Ellenica del Trasporto su Strada (OFAE) come “in un punto critico” a causa dell’accumulo di decisioni e omissioni, si aggiunge un vortice di nuove normative che entrano in vigore quest’anno. Il Parlamento ellenico ha approvato a marzo un ambizioso progetto di modernizzazione dei trasporti che spazia dall’elettromobilità alla digitalizzazione dei processi, sebbene con un focus principale su taxi e trasporto passeggeri, lasciando il trasporto merci in un inquietante secondo piano.
Il vero grattacapo per i camionisti, tuttavia, arriva con la digitalizzazione obbligatoria della documentazione: dal 1° maggio 2026, le aziende che trasportano merci senza il documento di trasporto digitale rischiano multe fino a 5.000 euro – un colpo durissimo per un settore già allo stremo. A questo cocktail normativo si aggiunge il mal di testa delle restrizioni urbane alle emissioni, sebbene con la particolarità che la Grecia non ha ancora dispiegato le aggressive Zone a Basse Emissioni (ZBE) che affliggono altre capitali europee. La grande eccezione è il centrale “Daktylios” di Atene, che da ottobre 2025 ha imposto un sistema di circolazione alternata per targhe pari o dispari per tutti i veicoli privati e i camion leggeri sotto le 2,2 tonnellate che intendono accedere al cuore della capitale.
La normativa, nel frattempo, tutela i veicoli più sostenibili: sono esentati gli elettrici, quelli a gas naturale, gli ibridi e – attenzione – i modelli Euro 6 che emettono meno di 120 g di CO2/km, una soglia che apre la strada a una flotta per le consegne sempre più pulita e silenziosa. Per il momento, non ci sono ZBE attive a Salonicco. Il capitolo del pedaggio, però, è quello dove il conto diventa veramente salato. Dal 1° gennaio 2026, le tariffe sono aumentate tra 0,05 e 0,10 euro per tragitto sulla maggior parte delle autostrade, un aggiustamento giustificato dai concessionari con l’inflazione annuale. Il sistema è un modello di frammentazione: si basa su un pagamento per distanza percorsa in caselli fisici con un’infinità di categorie di veicoli.
Per un camion a 2 o 3 assi, l'”ingresso” sull’autostrada Attiki Odos, ad esempio, costa ora 6,30 euro, mentre un veicolo pesante con 4 o più assi paga un occhio della testa: 10,10 euro per un solo viaggio. Gli autotrasportatori europei, che in precedenza sostenevano questi costi, ora devono far fronte a un’emorragia ancora maggiore nei loro conti economici, moltiplicata dai chilometri percorsi. Ma il problema non è solo il prezzo, ma l’inefficienza e il caos di un sistema di pagamento antiquato che è diventato un vero e proprio collo di bottiglia. Sebbene in teoria si possa pagare con carta di credito o contanti ai caselli, la realtà è molto diversa. Dalla fine del 2025, la Grecia soffre di gravi problemi di caduta e saturazione della rete nei terminali POS che accettano pagamenti elettronici, causando estrema lentezza e persino l’impossibilità di completare le transazioni.
La soluzione ideale – un sistema di telepedaggio unificato – è un’utopia: coesistono fino a sei sistemi diversi (e-Way, O-Pass, Fast Pass, ecc.) gestiti da diversi concessionari, sebbene i transponder siano trasferibili tra di loro. Un vero caos per le flotte internazionali, che vedono come la mancanza di piena interoperabilità rallenti le loro tratte. Il risultato di questo cocktail di regolamentazioni frammentate, pedaggi in aumento e caos burocratico è una situazione insostenibile che ha portato gli autotrasportatori e gli agricoltori greci a farsi giustizia da soli. Tra la fine del 2025 e l’inizio di quest’anno, i blocchi stradali si sono moltiplicati in tutto il paese: i trattori hanno bloccato l’Autostrada Ionica e il porto di Patrasso, chiedendo soluzioni a costi che già ritengono abusivi. Le frontiere sono diventate polveriere: i valichi di Evzones e Promachonas hanno subito chiusure intermittenti, con i trattori che bloccavano il traffico in entrambe le direzioni. Il settore chiede misure urgenti: incentivi per il rinnovo delle flotte, un piano reale contro il trasporto illegale che genera concorrenza sleale e una riduzione effettiva dei costi del carburante e dei pedaggi. La Grecia ha bisogno di un piano coerente per il trasporto merci, altrimenti le sue strade rimarranno lo scenario perfetto per una tempesta perfetta.
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