Come un esercizio decisivo per il settore logistico e del trasporto merci, il 2026 si prospetta in Spagna per un settore che vertebra l’economia e naviga tra un’accelerazione tecnologica ineludibile e una transizione ecologica che modera il suo ritmo iniziale.
Dopo un 2025 di consolidamento post-pandemico e di investimenti nella digitalizzazione, le aziende si preparano ad adottare tendenze che non sono più futuribili, ma realtà operative.
L’intelligenza artificiale generativa, la visibilità predittiva e l’automazione robotica avanzata cessano di essere concetti da fiera per diventare pilastri dell’efficienza in un contesto di domanda volatile e aspettative di servizio massime.
L’intelligenza artificiale generativa compie il salto dall’analisi all’azione. Come segnalano le analisi di settore nella penisola, questa tecnologia non solo ottimizza le rotte, ma simula scenari complessi, gestisce le problematiche in tempo reale e potenzia l’interazione mediante assistenti conversazionali multilingue nei magazzini.
Il prossimo orizzonte, l’IA agenziale – sistemi capaci di eseguire decisioni autonome entro parametri predefiniti – inizia a affacciarsi nei grandi hub. Parallelamente, la visibilità logistica evolve verso il predittivo. I sistemi non si limitano più a tracciare; algoritmi avanzati, nutriti da IoT e big data, anticipano ritardi doganali, colli di bottiglia in porti come Algeciras o Valencia, e deviazioni di costi, permettendo una mitigazione proattiva che, secondo gli studi, potrebbe evitare oltre il 70% delle disruption.
L’automazione e la robotica collaborativa scalano, specialmente nelle piattaforme logistiche strategiche. La necessità di flessibilità di fronte a picchi di domanda imprevedibili rende la scalabilità operativa, basata su processi automatizzati e metriche OTIF (On-Time In-Full), uno standard di sopravvivenza. Robot per il picking e la classificazione convivono con gli umani nei magazzini di ultima generazione, mentre il blockchain guadagna terreno per garantire la tracciabilità immutabile in catene di approvvigionamento complesse.
Questa trasformazione digitale, tuttavia, non è uniforme. Come avverte Laura Mendaña, Direttrice Strategica del Consiglio Spagnolo della Logistica, “Il rischio per il 2026 è il consolidamento di un divario digitale: i grandi operatori e i porti avanzano a grande velocità, mentre una parte importante della rete di PMI di trasporto e magazzinaggio fatica a digitalizzarsi anche a livello base. Ciò può generare colli di bottiglia inaspettati nella rete.”
In materia di sostenibilità, il 2026 segna un’aggiustamento dei ritmi. La moratoria europea sul divieto di motori a combustione per il 2035 ha generato uno scenario più pragmatico. Tuttavia, la Commissione Europea mantiene gli aiuti per i camion pesanti a zero emissioni, e la pressione normativa locale (come le Zone a Basse Emissioni nelle città) spinge, lentamente, al rinnovo delle flotte.
La tendenza non è una rivoluzione elettrica di massa, ma una transizione graduale verso combustibili alternativi (GNL, biocarburanti) e un’elettrificazione progressiva nell’ultimo miglio e nelle flotte captive. L’efficienza energetica nei magazzini e l’ottimizzazione dei carichi per ridurre i chilometri a vuoto sono già vettori chiave di risparmio e conformità.
In definitiva, il 2026 si presenta come l’anno dell’implementazione pratica di tecnologie mature, dove l’intelligenza artificiale e i dati saranno il vero carburante dell’efficienza.
La corsa non sarà solo per innovare, ma per integrare e democratizzare l’accesso a questi strumenti in tutta la catena di approvvigionamento. Il successo logistico dipenderà dalla capacità di anticipare, mediante la tecnologia, e di adattarsi, con agilità e realismo, a un quadro normativo e di mercato in continua evoluzione. Come sentenzia Mendaña, “La parola chiave è resilienza, e nel 2026 si costruisce con bit e dati, tanto o più che con ferro e diesel.”
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