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Cosa deve offrire un TMS moderno? I criteri essenziali per sceglierlo

22 de Settembre de 2026

Scoprire che cosa dovete offrire un software TMS moderno per ottimizzare la gestione del trasporto. Conoscere le punte per la scelta di un TM …

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Il cielo si oscura, le strade si illuminano: così la Spagna vivrà...

11 de Agosto de 2026

La Spagna si prepara a un evento che non si ripeteva da più di un secolo. Il 12 agosto 2026, la Luna si interporrà …

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La guida che, in Spagna, nessun trasportatore di merci deperibili può ignorare

5 de Agosto de 2026

Il trasporto su strada di merci deperibili non è un compito qualunque. Dietro ogni carico di pesce congelato, latte crudo o carne macinata c’è …

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Pneumatici e alte temperature: una sfida estrema per i trasportatori nell’Europa che...

30 de Luglio de 2026

L’estate del 2026 si sta rivelando spietata. Mentre la Spagna e gran parte dell’Europa occidentale sopportano una delle ondate di calore più intense mai …

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L’asfalto diventa una trappola: la guida di sopravvivenza per gli automobilisti nel...

29 de Luglio de 2026

Questo luglio del 2026 sta lasciando un’impronta desolante sulla geografia spagnola. Gli incendi forestali hanno colpito duramente province come Almería, Madrid, Guadalajara, Ávila, Toledo …

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Incendi forestali in Spagna: una crisi che travolge le strade

28 de Luglio de 2026

La Spagna sta attraversando in questi giorni una delle peggiori crisi di incendi forestali della sua storia recente. Le fiamme, alimentate da condizioni meteorologiche …

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Un’estate nera sulle strade: la sinistrosità dei veicoli pesanti mette in allarme...

28 de Luglio de 2026

L’Operazione Estate 2026 è partita con cifre che fanno scattare tutti gli allarmi. La Direzione Generale del Traffico (DGT) spagnola prevede oltre 104 milioni …

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La stessa strada, regole diverse: perché alcuni autisti scaricano e altri guidano...

25 de Luglio de 2026

La mappa della logistica europea si è tinta di nuove coordinate nelle ultime settimane. Mentre l’Unione Europea mantiene un discreto silenzio normativo su chi …

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    NotizieTechTrasporto

    La Spagna punta a un trasporto più pulito: il piano fino al 2040

    by Marisela Presa 23 de Luglio de 2026

    Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un pacchetto di misure che mira a cambiare il modo in cui ci muoviamo e, soprattutto, come alimentiamo i nostri veicoli. Non si tratta di un semplice capriccio, ma di un quadro normativo destinato a rimanere in vigore fino al 2040, con l’ambizione di fare in modo che i trasporti non siano più uno dei grandi inquinatori. L’idea è semplice ma ambiziosa: ridurre le emissioni di gas che riscaldano il pianeta, ma senza gravare esclusivamente sul cittadino comune, bensì su chi ci vende il carburante. Il Governo ha capito che non basta cambiare l’auto; bisogna cambiare la benzina, il gasolio e persino il cherosene degli aerei, e per farlo ha bisogno di dare segnali chiari alle aziende affinché investano in alternative più verdi.

    La caratteristica più sorprendente di questo accordo è che fissa obiettivi annuali di riduzione delle emissioni per ogni tipo di trasporto, ma senza confondere le persone con cifre complicate. In termini generali, per auto e camion si richiede che entro il 2040 la benzina e il gasolio che mettono nel serbatoio abbiano ridotto la loro impronta di carbonio del 30% rispetto a ciò che emettono oggi. E non è solo una percentuale: si obbliga anche che, nello stesso anno, quasi un quarto del carburante utilizzato su strada sia di origine avanzata, come biocarburanti da rifiuti, biogas o idrogeno rinnovabile. Qualcosa di simile accade per le navi da cabotaggio (quelle che navigano tra i porti spagnoli) e per i treni non ancora elettrificati, che dovranno ridurre le loro emissioni rispettivamente del 33% e del 50% in quell’orizzonte. Nel settore dell’aviazione, pur rimandando alle norme europee, si prevede che anche loro utilizzino il 34% di carburanti sostenibili entro il 2040. In definitiva, l’obiettivo è che ogni volta che facciamo il pieno, quel carburante sia meno dannoso.

    Ma se optassimo per un’auto elettrica? Il Governo ha pensato a un incentivo ingegnoso: i cosiddetti e-credits. In pratica, è un sistema che consente di contabilizzare l’elettricità rinnovabile consumata dai veicoli plug-in, e questi crediti possono essere venduti alle compagnie petrolifere o ai distributori affinché possano adempiere ai loro obblighi di decarbonizzazione. Così, chi installa punti di ricarica o produce idrogeno verde potrà ottenere un reddito extra, incoraggiando l’installazione di più colonnine e la produzione di energia più pulita. È un modo per far sì che l’auto elettrica non sia solo positiva per l’ambiente, ma generi anche un piccolo business che ne acceleri la diffusione. Questo meccanismo, inoltre, evita che la responsabilità ricada unicamente sul portafoglio del conducente, distribuendo lo sforzo lungo l’intera catena: da chi produce l’energia a chi la vende.

    Un dettaglio importante è che la legge non dice al cittadino quale auto comprare né lo multa per aver usato il suo vecchio veicolo. Gli obbligati a rispettarla sono i grandi fornitori di carburante: le aziende che vendono benzina, gasolio, GPL o qualsiasi altro carburante. Dovranno miscelare ogni anno più prodotti rinnovabili nelle loro pompe e, se non lo faranno, dovranno affrontare sanzioni molto gravi ai sensi della Legge sugli Idrocarburi. Ma c’è anche flessibilità: se un’azienda produce idrogeno rinnovabile e lo utilizza in una fabbrica, può contabilizzare parte di quel risparmio per il trasporto su strada, dando un certo margine al settore per adattarsi senza traumi. Inoltre, viene creato un sistema di verifica che traccia l’origine di ogni carburante rinnovabile, dalla materia prima al serbatoio, per evitare che ci vendano per “verde” ciò che non lo è. Verrà persino assegnato ogni anno un sigillo di “leader nella transizione energetica” a chi avrà certificato la maggiore quantità di energia rinnovabile.

    In fondo, questo accordo è un passo necessario e coraggioso, anche se non privo di sfide. I trasporti sono uno dei settori più difficili da decarbonizzare, e questa norma si affianca ad altre iniziative come la promozione del treno o del trasporto pubblico. Ma non illudiamoci: il successo dipenderà dal fatto che gli investimenti si concretizzino, che i prezzi di questi carburanti puliti scendano e che la rete di ricarica elettrica sia veramente accessibile. Per una persona comune, l’importante è che questo piano non richieda un cambiamento radicale da un giorno all’altro, ma le assicuri che, con il passare degli anni, la benzina che metterà nella sua auto sarà meno inquinante e, se un giorno deciderà di passare all’elettrico, ci saranno più punti dove ricaricarla e un sistema che premia quella scelta. È un orizzonte di vent’anni che mira a dare certezza alle imprese e, soprattutto, a garantire che l’aria che respiriamo sia un po’ più pulita. Ora bisogna vigilare che non rimanga solo un impegno sulla carta e che i meccanismi di controllo e sanzione funzionino, perché l’ambiente non aspetta e noi cittadini meritiamo un futuro con meno fumo e più buon senso.

    23 de Luglio de 2026 0 comments 341
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