E io che pensavo che dopo vent’anni di guida si fosse ormai imparato tutto. Guarda un po’, abbiamo nuove segnaletiche e credo che rinnovarsi in questi tempi sia molto positivo. Ci mettiamo al passo con i tempi, oltre a obbligarci a studiare un po’ e a non essere routinari.
Perciò, se guidi da anni, saprai che le strade hanno un linguaggio proprio, un codice di simboli e colori che tutti abbiamo imparato e che, quasi senza pensare, obbediamo. Ma quel linguaggio è appena stato aggiornato. Dal primo luglio scorso, è in vigore il nuovo catalogo dei segnali stradali, un cambiamento necessario che, tuttavia, ci chiede a tutti un piccolo sforzo di adattamento. La cosa più importante è non farsi prendere dal panico. Non vedremo tutti i nuovi segnali da un giorno all’altro; la loro implementazione sarà graduale, sostituendo i vecchi poco a poco.
E perché questo restyling? La risposta è semplice: il mondo è cambiato. Le nostre strade non sono più solo di auto e pedoni. Ora le condividono monopattini elettrici e altri veicoli per la mobilità personale (VMP) che necessitano di una propria regolamentazione. Inoltre, l’arrivo delle Zone a Basse Emissioni (ZBE) e la necessità di una segnaletica più chiara e inclusiva rendevano inevitabile questa riforma. Si tratta di far sì che i segnali siano uno specchio della nostra società attuale, più diversificata e tecnologica, in modo che tutti, a prescindere dall’età o dal mezzo di trasporto, ci possiamo intendere sulla strada.
Tra le novità, ci imbatteremo in segnali specifici per vietare il passaggio ai monopattini o per indicare corsie riservate a loro. Si incorporano anche avvisi più precisi per pericoli come la nebbia fitta o i tratti complessi di autostrada. Vedremo pittogrammi ridisegnati, con figure più neutre che eliminano stereotipi antiquati, e diremo addio ad alcuni segnali confusi o in disuso, come quelli per parcheggiare in giorni pari o dispari.
Ecco un dato cruciale per chi si sta preparando per prendere la patente: le autoscuole non esaminano ancora con questi nuovi segnali. La DGT (Direzione Generale del Traffico), in un gesto logico, ha concesso un periodo di tre mesi per aggiornare i manuali e dare tempo ai candidati di studiare con i materiali corretti. Quindi, per ora, gli esami proseguono con il vecchio catalogo. È una tregua per imparare senza pressioni.
Nel frattempo, cosa possiamo fare noi automobilisti? Ecco alcuni consigli pratici: primo, curiosare. Dai un’occhiata al sito web della DGT per familiarizzare con i nuovi disegni. Secondo, guidare con gli occhi aperti. Nei prossimi mesi, coesisteranno segnali vecchi e nuovi; non dare nulla per scontato sul tuo percorso abituale. Terzo, in caso di dubbio, prudenza. Se vedi un segnale che non riconosci, riduci la velocità e agisci con buon senso. Infine, aggiornati. Se la tua patente ha già alcuni anni, ripassare i cambiamenti ti eviterà spaventi e multe.
In definitiva, questo cambiamento è una buona notizia. Significa che le nostre norme evolvono per proteggerci meglio e per rendere le nostre strade più sicure per tutti. È nostra responsabilità, come utenti della strada, rimanere informati e accettare di buon grado questa necessaria modernizzazione. Buona fortuna e buoni viaggi in questa nuova era della segnaletica!
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