L’alcol alla guida: un’epidemia silenziosa che dobbiamo sradicare

by Marisela Presa

L’assunzione di bevande alcoliche, incluse birre e superalcolici, innesca un processo fisiologico i cui effetti sono quasi immediati e devastanti per la guida. A pochi minuti dal consumo, l’alcol passa direttamente dallo stomaco al flusso sanguigno, raggiungendo il suo livello massimo nel sangue tra i 30 e i 90 minuti successivi. Lungi dall’essere uno stimolante, è un potente depressore del sistema nervoso centrale che interferisce con le vie di comunicazione del cervello. Ciò si traduce in una falsa sensazione di sicurezza, una pericolosa diminuzione dei riflessi e una scarsa coordinazione tra vista e movimenti, rendendo impossibile calcolare correttamente le distanze o reagire in tempo a un imprevisto.

A livello internazionale, sebbene non esista un codice unico per tutti i paesi, c’è un consenso generale sulla necessità di regolamentare severamente questo comportamento. La maggior parte delle nazioni stabilisce un limite massimo di tasso alcolemico (BAC) che di solito si aggira intorno a 0,5 g/l per i conducenti generici, sebbene con variazioni significative. Ad esempio, mentre paesi come la Finlandia o la Francia applicano questo limite, altri come il Brasile o la Svezia optano per una politica di tolleranza zero (0,2 g/l o inferiore). Questa diversità normativa riflette un obiettivo comune: combattere un fenomeno che moltiplica esponenzialmente il rischio di incidente. Infatti, le ricerche dimostrano che con un tasso di 0,5 g/l, il rischio di incidente raddoppia, e con un tasso superiore a 1,2 g/l, le conseguenze sono spesso tragicamente mortali.

La realtà dell’incidentalità in Spagna, alla luce dei dati più recenti, è allarmante ed esige una profonda riflessione. Secondo la Memoria del 2024 dell’Istituto Nazionale di Tossicologia, l’alcol rimane la sostanza più rilevata nei conducenti deceduti, essendo presente nel 34,4% dei casi, il che rappresenta un aumento rispetto all’anno precedente. Peggio ancora, quasi la metà dei conducenti deceduti su strada (48,2%) è risultata positiva ad alcol, droghe o psicofarmaci. Queste non sono mere statistiche; sono vite spezzate e famiglie distrutte da una combinazione letale che, in molti casi, avrebbe potuto essere evitata con una decisione tempestiva. La Spagna, che si sta muovendo verso una legislazione più in linea con le raccomandazioni europee, sta attualmente esaminando la riduzione del limite massimo legale a 0,2 g/l, una misura che in paesi come la Svezia ha dimostrato di ridurre l’incidentalità del 12%.

Secondo un rapporto della Direzione Generale dei Trasporti in Spagna, pubblicato dal sito digitale Transporte 3, “il numero di deceduti in camion fino a 3.500 kg è salito a 17 nel 2025, la cifra più alta di questo decennio.”

“Nel caso dei camion di oltre 3.500 kg, secondo questi dati consolidati, sono morte 41 persone, il che rappresenta un incremento del 17,14% rispetto al precedente periodo valutato.”

“Complessivamente, si sono registrate 58 vittime mortali in incidenti di camion, interrompendo così la tendenza positiva dei due anni precedenti. L’aumento rappresenta il 28,88% in più rispetto al 2024 e il 23,4% in più rispetto al 2023.”

Di fronte a questo scenario, viene da chiedersi se la legislazione attuale sia sufficiente o se sia necessario un inasprimento delle pene e dei controlli. Sebbene la legge spagnola già configuri come reato penale guidare con tassi superiori a 1,2 g/l e la DGT (Direzione Generale del Traffico) effettui campagne con oltre 35.000 controlli giornalieri, la persistenza di queste cifre indica che la battaglia non può essere vinta solo con le multe. La perdita di vite umane e gli ingenti danni materiali che si verificano ogni anno richiedono una legislazione più rigorosa e, soprattutto, una maggiore consapevolezza sociale. Non possiamo permettere che “se bevi, non guidare” diventi uno slogan vuoto.

Per tutto ciò, l’appello ai conducenti è chiaro e diretto: l’unico tasso sicuro è 0,0%. Non si tratta solo di rispettare la norma per evitare una sanzione, ma di assumersi la responsabilità che mettersi al volante dopo aver ingerito alcol è una decisione che può essere fatale. Un viaggio verso casa non vale una vita. Prima di brindare, dobbiamo pensare a come torneremo. Pianifichiamo un conducente designato, usiamo i mezzi pubblici o semplicemente aspettiamo il tempo necessario affinché gli effetti svaniscano. La strada non perdona, e un momento di divertimento non può trasformarsi in una tragedia eterna.

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