Sotto il mare e verso il futuro! L’Eurotunnel accelera la decarbonizzazione

by Marisela Presa

L’imperativo globale di decarbonizzare i trasporti trova un alleato storico in un’impresa dell’ingegneria moderna. Un traguardo recente lo dimostra: il primo camion per il trasporto merci 100% elettrico ha completato con successo la sua traversata attraverso il Tunnel della Manica, l’Eurotunnel.
Questo viaggio pionieristico, effettuato nel servizio LeShuttle Freight, simboleggia la perfetta convergenza tra un’infrastruttura visionaria del XX secolo e la tecnologia a zero emissioni del XXI secolo, dimostrando che la transizione verde è fattibile nei corridoi logistici più critici d’Europa.
Per apprezzare la rilevanza di questo traguardo, è essenziale comprendere la portata dell’Eurotunnel. Si tratta di un’opera colossale di ingegneria che collega Folkestone (Regno Unito) con Coquelles (Francia), inaugurata nel 1994 dopo sette anni di lavori faraonici. Con una lunghezza di 50,5 chilometri, di cui 38 sotto il fondo marino, è il tunnel sottomarino più lungo del mondo. La sua costruzione ha impiegato undici gigantesche tunnel boring machines che, avanzando da entrambe le coste, si sono incontrate con una precisione centimetrica, estraendo oltre 8 milioni di metri cubi di materiale.
La progettazione del tunnel è un trionfo di funzionalità e sicurezza. È composto da tre gallerie parallele: due tunnel ferroviari principali del diametro di 7,6 metri e un tunnel di servizio centrale per la manutenzione e le evacuazioni. Un sistema di ventilazione ad alta potenza rinnova completamente l’aria ogni 90 minuti, e dispone di passaggi di evacuazione ogni 375 metri, telecamere di sorveglianza e squadre specializzate di intervento 24 ore su 24, gestite da oltre 4.000 tecnici.
Sebbene il tunnel sia sempre stato operato da treni elettrici, il trasporto merci su strada avviene tramite i treni navetta LeShuttle, che caricano i camion e li attraversano in circa 35 minuti. Pertanto, il viaggio storico del camion elettrico DAF non ha modificato l’infrastruttura del tunnel, ma ha evidenziato la maturità del trasporto pesante su strada a batteria, già in grado di integrarsi nelle operazioni logistiche internazionali a lungo raggio.
Questo successo è il risultato diretto di una potente collaborazione tra leader del settore. Kuehne+Nagel, LeShuttle Freight, Voltempo e DAF Trucks, con il supporto del programma governativo britannico Zero Emission Demonstration, hanno unito le forze per realizzarlo.
Il traguardo ha dipeso non solo dal veicolo, ma anche da una robusta infrastruttura di ricarica rapida e megawatt, un pilastro fondamentale per la nuova logistica quanto lo è il tunnel stesso per il collegamento fisico.
La portata dell’Eurotunnel risale alla sua concezione. Idee per unire le due coste furono abbozzate già nel XIX secolo, ma fu il progetto iniziato nel 1987 a superare enormi sfide tecniche, finanziarie e politiche. Finanziato con capitale privato a un costo che oggi supererebbe i 15 miliardi di euro, la sua inaugurazione nel 1994 dalla Regina Elisabetta II e dal Presidente François Mitterrand ha simbolicamente sancito una nuova era di integrazione europea.
Da allora, si è consolidato come asse principale del commercio anglo-europeo, avendo trasportato oltre 430 milioni di passeggeri e 450 milioni di tonnellate di merci. Essendo una rotta 100% elettrica fin dalle origini, la sua impronta di carbonio per unità trasportata è una frazione di quella del trasporto aereo o marittimo. Perciò, questo primo camion elettrico al suo interno non fa che potenziare il suo valore ecologico intrinseco.
Così, l’Eurotunnel si riafferma non solo come un’icona del collegamento fisico, ma come un ponte essenziale verso la mobilità sostenibile. Il potente messaggio di questo camion silenzioso che attraversa le profondità della Manica è chiaro: la rivoluzione del trasporto pulito è già qui, e avanza a tutta velocità attraverso le infrastrutture che hanno fatto la storia, guidando il flusso delle merci verso una destinazione inevitabile: la neutralità climatica.

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