In un momento in cui gran parte dell’Europa discute se concentrarsi sull’elettrificazione massiccia, la Spagna ha messo sul tavolo una carta diversa: la neutralità tecnologica. Questo principio, difeso a spada tratta dalla sua industria in un recente forum a Madrid, non è una mera dichiarazione di intenti, ma un posizionamento strategico. Viene presentato come la formula per decarbonizzare senza distruggere competitività e occupazione, abbracciando dai biocarburanti e l’idrogeno agli e-fuel e, naturalmente, la batteria elettrica. La scommessa è chiara: non chiudere alcuna porta e lasciare che sia l’efficienza e l’adattamento a ciascun settore—marittimo, aereo, pesante su strada—a decidere il vincitore.
Questo approccio, tuttavia, va oltre l’ecologia e tocca un nervo economico. Ciò che sottostà è una ferrea difesa del potente tessuto industriale ed energetico nazionale. Aziende come Repsol, Enagás, Talgo o Navantia vedono in questa transizione multipla un’opportunità per capitalizzare le proprie capacità esistenti, dalle raffinerie ai cantieri navali, riconvertendole anziché sostituirle. È una narrazione potente: la decarbonizzazione come motore di investimento e valore aggiunto per il “Marchio Spagna”, evitando una transizione traumatica che lasci indietro asset e know-how.
Gli esempi concreti abbondano nel dibattito. Per il trasporto pesante, il biometano viene presentato come soluzione “qui e ora”. Per l’aviazione, i combustibili sostenibili (SAF) appaiono come l’unico ponte vitale a medio termine.
In mare, Wärtsilä pone l’accento sull’efficienza operativa come primo passo. E ovunque, l’idrogeno e i suoi derivati suonano come la promessa a lungo termine. È stato persino esposto un camion a celle a combustibile, dimostrando che le alternative a zero emissioni sono già una realtà tangibile oltre la batteria.
Ma questa strategia multicanale ha una condizione indispensabile, ripetuta come un mantra da tutti gli attori: l’urgente necessità di un quadro normativo stabile e di segnali chiari dal governo.
L’industria chiede certezze per investire su larga scala. Come sarà incentivata ogni tecnologia? Quali miscele obbligatorie saranno stabilite per i combustibili rinnovabili? La transizione ordinata che predicano dipende, in ultima analisi, dal fatto che la politica abbandoni l’ambiguità e tracci una road map dettagliata e credibile.
Il rischio di questo pragmatismo tecnologico è la dispersione. Alcuni critici potrebbero sostenere che scommettere su tutto potrebbe rallentare la massificazione della soluzione più efficiente in ogni ambito.
Tuttavia, la Spagna, con questo discorso, si erge come un laboratorio a scala reale. La sua scommessa suggerisce che il percorso verso la decarbonizzazione non sarà una linea retta con un solo obiettivo, ma una complessa rete di soluzioni interconnesse. Il successo si misurerà non solo in tonnellate di CO2 evitate, ma anche nella capacità di trasformare questa complessità in un vantaggio industriale per il prossimo decennio.
Have any thoughts?
Share your reaction or leave a quick response — we’d love to hear what you think!