Barcellona e Siviglia, di nuovo unite da un filo d’acciaio che un giorno si ruppe

by Marisela Presa

Il ripristino del servizio AVE diretto tra Barcellona e Siviglia segna una tappa nel recupero della normalità ferroviaria, quasi due mesi dopo la peggiore tragedia nella storia dell’alta velocità spagnola.
Il servizio, interrotto a seguito dell’incidente di Adamuz (Córdoba) del 18 gennaio 2026, è tornato operativo in entrambe le direzioni da lunedì 9 marzo, come comunicato da Renfe attraverso il proprio account ufficiale sul social network X.

Il collegamento diretto tra le stazioni di Barcellona Sants e Siviglia Santa Justa – una delle rotte a lunga percorrenza più importanti che uniscono la Catalogna all’Andalusia – recupera così la sua operatività abituale.
Il tragico sinistro che ha motivato questa sospensione ha causato la morte di 46 persone e un bilancio di 152 feriti, secondo i dati consolidati dalle indagini.

L’incidente, avvenuto alle 19:45, consiste in uno scontro frontale tra il treno Iryo 6189, che copriva la rotta Málaga‑Madrid, e l’Alvia 2384 di Renfe, diretto a Huelva.
Dopo aver deragliato le sue ultime carrozze a causa di una frattura del binario, l’Iryo ha invaso il binario opposto, impattando con l’Alvia, le cui prime due carrozze sono cadute da un terrapieno alto quattro metri.
Delle 46 vittime mortali, 37 viaggiavano sull’Alvia, incluso il suo macchinista di 27 anni, mentre le restanti nove si trovavano sull’Iryo.

L’indagine sulle cause, affidata alla Commissione di Indagine sugli Incidenti Ferroviari (CIAF), prosegue il suo corso per accertare le responsabilità.
Tutte le ipotesi indicano che una rottura pregressa del binario in una zona di saldatura, provocata da un possibile usura della rotaia, abbia innescato la collisione.
Il rapporto preliminare della CIAF, di sei pagine, ha rivelato che la frattura di circa 40 centimetri si è verificata prima del passaggio dell’Iryo, e che segni simili sono stati trovati sulle ruote di ben tre treni che avevano transitato sullo stesso punto quel pomeriggio.

Mentre i fatti vengono chiariti, il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha escluso un sabotaggio e ha sottolineato che l’obiettivo è “migliorare imparando da ciò che è accaduto”.
L’interruzione del servizio per quasi due mesi non solo ha colpito le migliaia di viaggiatori che utilizzano quotidianamente questo collegamento, ma ha anche riaperto il dibattito sulla manutenzione della rete ferroviaria spagnola.
Il sindacato dei macchinisti Semaf ha denunciato “un deterioramento graduale” per mancanza di investimenti, che ha portato alla convocazione di uno sciopero nazionale a febbraio come segno di lutto e protesta.
Con la riapertura della linea, Renfe ha dato priorità alla sicurezza ed ha eseguito le riparazioni necessarie sul tratto interessato, sebbene l’ombra della tragedia aleggi su un sistema ad alta velocità che era considerato un orgoglio nazionale.

Il ritorno dell’AVE sui binari tra Barcellona e Siviglia rappresenta un passo avanti nel superamento di una delle peggiori catastrofi ferroviarie della storia recente d’Europa. Tuttavia, le famiglie delle 46 vittime e i oltre 120 feriti attendono ancora risposte conclusive su quanto accaduto, mentre la CIAF prosegue la sua meticolosa indagine per determinare le responsabilità.
Il ritorno alla normalità degli orari e il recupero della fiducia degli utenti saranno ora le prossime sfide per una rete che cerca di ricomporsi dopo il lutto.

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