Una Pietra Miliare Transatlantica: La Strada che Ricarica i Camion in Movimento Illumina il Futuro del Trasporto Sostenibile

by Marisela Presa

Mentre l’Europa accelera la sua transizione ecologica con camion elettrici che dipendono da lunghe soste per ricaricare le loro enormi batterie, un’innovazione rivoluzionaria è emersa dall’altra parte dell’Atlantico, ridefinendo l’orizzonte tecnologico.

Nell’Indiana, USA, un tratto della autostrada US 52 è diventato lo scenario di un traguardo storico: la prima ricarica wireless di un semirimorchio elettrico in movimento a 105 km/h. Questo successo, guidato dalla Purdue University e dal Dipartimento dei Trasporti dell’Indiana (INDOT) con un camion prototipo di Cummins, non è un semplice esperimento locale.

 È un faro globale che indica la via verso un modello in cui l’infrastruttura stradale alimenta i veicoli in movimento, una soluzione che risuona direttamente con le sfide di autonomia e costo affrontate dai trasportatori europei. Il nucleo di questa rivoluzione è un sistema di trasferimento dinamico di potenza wireless ad alta potenza, finora inedito.

A differenza di progetti precedenti, il design della Purdue ha fornito 190 kilowatt (equivalenti al consumo di cento famiglie) al camion in movimento, superando la principale barriera per i veicoli pesanti: la necessità di una ricarica ultrarapida ed efficiente.

La tecnologia, che funziona tramite bobine trasmittenti incorporate nel calcestruzzo e un ricevitore sul veicolo—simile alla ricarica induttiva di uno smartphone ma su scala monumentale—si dimostra pratica e scalabile.

Questo progresso tecnico è fondamentale, poiché permettendo ai camion di ricaricarsi in viaggio, si potrebbero ridurre drasticamente le dimensioni e il costo delle loro batterie, aumentando anche la capacità di carico utile. Per gli autotrasportatori europei, che oggi investono nell’elettrificazione, questo sviluppo americano rappresenta una svolta copernicana nell’equazione economica e operativa.

L'”ansia da autonomia” e gli alti prezzi degli elettrici, citati come ostacoli chiave, trovano qui una risposta potente. Se le strade elettrificate si materializzassero, un camion potrebbe percorrere distanze continentali senza le prolungate soste per ricaricare, mantenendo la produttività e con batterie più piccole e accessibili. Il progetto, inquadrato nell’iniziativa ASPIRE sostenuta dalla National Science Foundation, sta già lavorando su standard industriali affinché questa infrastruttura possa essere replicata, offrendo un modello attraente per l’adozione in Europa.

La strategia di dare priorità ai camion pesanti è una genialità tattica con impatto universale. Risolvendo la sfida per i veicoli che più energia richiedono, il sistema è automaticamente pronto per auto e furgoni.

Ciò trasforma l’elettrificazione stradale in un investimento ad alto valore condiviso, dove il finanziamento attratto dal settore del trasporto merci—chiave per il PIL—beneficia tutti gli utenti.

 La collaborazione pubblico-privata tra accademia, governo statale e giganti come Cummins sottolinea la fattibilità di un ecosistema innovativo che l’Europa potrebbe emulare. In definitiva, il test di West Lafayette trascende la notizia locale per diventare un evento globale.

 Fissa un precedente tecnico e visionario che interpella direttamente i gestori dei trasporti e gli autisti europei: il futuro non è solo in veicoli più puliti, ma in strade intelligenti che li alimentano.

Questa pietra miliare rafforza l’idea che la decarbonizzazione dei trasporti richieda audacia nelle infrastrutture, proponendo un orizzonte in cui i camion non solo trasportano merci, ma vengono ricaricati dall’asfalto stesso che calpestano, spianando la strada verso una logistica veramente sostenibile e senza interruzioni.


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